La Nostra Filosofia
Sono Claudio Braccini, fotografo a Milano e fondatore di Nel Ritratto. Da oltre trent’anni lavoro con la fotografia, tra moda, pubblicità e comunicazione. Set, produzioni, immagini costruite con cura.
E proprio facendo questo mestiere, negli anni è cresciuta in me l’esigenza di tornare a qualcosa di più semplice.
Al ritratto.
Perché il ritratto
Viviamo sommersi di immagini. Le produciamo di continuo, le correggiamo, le levighiamo. La tecnologia ci permette di andare sempre più in là. Ma più il mondo accelera verso l’artificiale, più sento il bisogno del suo contrario. Una fotografia che abbia una relazione diretta con la realtà. Che dica: questo esiste.
Pensate alle foto dei vostri nonni. Quando le ritrovate dopo tanti anni hanno un peso enorme. Basta un volto e riaffiora tutto insieme: una casa, una voce, un’estate che non tornerà. La fotografia fa questa cosa semplicissima e straordinaria: prende un momento destinato a passare e lo trattiene.
Un ritratto, prima di tutto, è un incontro. Una persona davanti a un’altra, una luce, uno spazio, un momento che accade e viene fermato. È una soglia: da una parte il volto, dall’altra la persona.
Ed è proprio lì che nasce Nel Ritratto: nello spazio tra chi guarda e chi viene guardato. Nel tempo necessario perché una persona possa mostrarsi senza dover interpretare un ruolo.
Come lavoro
Mi interessa l’aspetto artigianale di questo mestiere. Occuparmi della fotografia per intero: incontrare la persona, conoscerla, capire come metterla a suo agio. Scegliere una luce, un’inquadratura. Aspettare quell’espressione. Sapere quando intervenire e quando è meglio non fare niente.
E poi seguire la fotografia fino alla stampa e all’incorniciatura, scegliendo con cura carta, formato e cornice. Perché un ritratto non è soltanto un’immagine da guardare su uno schermo: è qualcosa che può essere stampato, toccato, conservato.
Fotografo le persone senza aggiungere ciò che non è necessario. Niente che distragga, abbellisca o riempia. Tolgo tutto quello che non serve, perché al centro di un ritratto ci deve stare una cosa sola: la persona.
Per questo mi piace l’idea dello studio. Un luogo in cui entrare e dedicare un tempo preciso alla fotografia. Nel Ritratto non c’è fretta e non servono centinaia di immagini. C’è il tempo necessario per osservare, aspettare e cercare quella fotografia che abbia davvero qualcosa da dire.
Oggi voglio dedicarmi alle persone. Ai loro volti, alle loro storie, alle loro relazioni. A una fotografia che non aggiunga nulla a ciò che esiste già, ma sappia guardarlo, riconoscerlo e conservarlo.
Nel Ritratto significa questo: stare dentro l’incontro, prima ancora che dentro una fotografia.
Una fotografia fatta da una persona, davanti a un’altra persona.